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‘Gesto Eroico dell’infermiera’: Scrive alla NeoMamma allontanata dal Piccolo

Brittany Prevost è un’infermiera dell’ospedale pediatrico da più di otto anni, occupandosi ogni giorno di tutti i neonati del reparto. Ha 31 anni ed è molto devota al suo lavoro.

Il 23 aprile fa la conoscenza di una mamma, Abi Bordelon positiva all’infezione, la quale aveva partorito il suo secondogenito qualche giorno prima. Per quanto si siano appena conosciute, capiscono subito di avere una sorta di connessione, che molto probabilmente sopravvivrà a tutta questa tragedia in atto.

” Lo hanno portato via da me, non appena partorito”

Il piccolo Remi, venne messo in un’incubatrice di isolamento. Remi viene testato 24 ore dopo la sua nascita, e successivamente a 48 ore. In attesa del risultato del test per fortuna Remi non ha avuto problemi respiratori o di alimentazione, che ci fa capire che Remi è Negativo ma tutto sommato bisogna attendere i risultati del test. Al contrario degli altri neonati presenti nel reparto neonati, Remi è dovuto rimanere isolato dal calore materno, fino a quando i suoi test non sono risultati negativi. Dobbiamo cautelarci, per quanto questa situazione sia penosa per entrambi“, la consolò l’infermiera Prevost.

Le si spezzava il cuore, vedere questa mamma che non poteva accudire il proprio bimbo appena nato, non potendolo nutrire con il proprio latte e coccolarlo come meritava.

Quindi Prevost, decise di prendere in mano la situazione. Si coprì dalla testa ai piedi, e andò a prendersi cura del piccolo Remi.

L’infermiera Prevost ricoperta dalla testa ai piedi

Quando lo tenni in braccio, mi sentii a pezzi, pensare quanto doveva essere dura per questo piccolino“, Si ricordò del proprio figlio di 2 anni.

Il solo immaginare, di essere in una situazione del genere, ed essere impossibilitata a vedere i miei figli, sinceramente non saprei cosa avrei fatto. Ma sarebbe stato davvero straziante

In questi tempi senza precedenti, Prevost ha trovato un modo per aiutare questa mamma a far fronte alla situazione così atroce.

Prevost attraverso dei telefoni portatili che ogni infermiera poteva disporre, inizia ad aggiornare la mamma in tempo reale delle condizioni di piccolo Remi. Di quando mangiava e delle altre piccole routine quotidiane; per quanto non fosse mai abbastanza era pur sempre un primo passo.

Per quanto avessi preso l’abitudine di raccontarle di come Remi veniva curato, sembrava che lei avesse bisogno di più conferme ”, ha detto Prevost. “Ecco perché ho deciso di scriverle una lettera. Non tutto può essere detto al telefono. Borledon doveva sapere che tutti noi ci prendevamo cura di suo figlio

“Viene amato da tutti noi”

Scrive l’infermiera alla mamma

Ecco cosa riportava la lettera, scritta da una mamma infermiera ad un’altra mamma, con l’empatia di chi ha figli, incoraggiandola a non demordere in questa esperienza burrascosa.

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La lettera scritta dall’infermiera alla mamma Bordelon: Facebook

“Ho sentito la necessità di scriverti questa lettera, perché il mio cuore duole nel vedere quello che stai passando, vorrei farti sapere che il tuo Remi non è da solo ed è sempre amato da me, e lo tratto come se fosse figlio mio. Per quanto tu non gli stia vicino fisicamente, sappi che lui percepisce il tuo amore incondizionato. Lo vedo nella tranquillità con cui trascorre i suoi giorni alla nursery”

Fece consegnare il biglietto a Bordelon tramite un’altra infermiera, che si era offerta di prendere il suo Smartphone, di disinfettarlo e di scattare alcune foto al suo neonato. Visto che era l’unico modo in cui poteva vederlo.

Fu un tale sollievo sapere che qualcuno, aveva davvero a cuore il nostro bambino, e che gli dava l’amore di cui aveva bisogno”, ha commentato Bordelon.
Prevost era un angelo in terra. Non era costretta a scrivermi nulla, ma lo ha fatto lo stesso. Oltre a rassicurarmi, ha davvero avuto un grande impatto su di me. Avrà sempre un posto speciale nel mio cuore e terrò la sua lettera per sempre con me“.

Bordelon ha deciso di condividere quella lettera così toccante sui Social Media, il giorno in cui lei e Remi sono finalmente stati dimessi dall’ospedale.

Dopo averlo nutrito, lo tenevo sempre in braccio, e il piccolo Remi si rannicchiava a me, lo stringevo, e non potevo fare a meno di commuovermi“, continuava nella sua lettera Prevost.

Ho pianto lacrime amare, pensandoti, non riuscivo nemmeno ad immaginare quanto fosse difficile questa situazione, dal tuo punto di vista. Ho pianto anche per Remi, perché non poteva avere il conforto materno di cui meritava nei suoi primi giorni di vita, non ha avuto modo di amare la sua mamma. Ma piansi anche di felicità perché in tutta questa tragedia, era un bambino sano e bellissimo“.

Remi è nato alle 11:55 del 21 aprile, con un peso di 4 chili. Era lungo 21,5 pollici e negativo a qualsiasi test infettivo.

Mamma Bordelon con il suo piccolo

Prevost raccontò che diceva al neonato quanto sua madre e suo padre lo amassero.

Vorrei poterti dare un grande abbraccio in questo momento, e dirti quanto tu sia una brava madre. So che è difficile, ma non sei sola, tuo figlio non è solo, ce la faremo tutti insieme”. Ha scritto Prevost.

 “Quindi nonostante tutta l’agonia di questo momento così delicato, voglio solo che tu sappia che io , come le altre infermiere, stiamo facendo del nostro meglio, per fargli sentire che andrà tutto bene e non verrà lasciato solo.”

Bordelon disse che erano le persone come Prevost, che aiutavano famiglie come la loro a superare tutti quei momenti difficili, a darle forza.

Questa lettera, mostra quanto siano assolutamente sorprendenti tutti questi operatori sanitari e meritano il massimo riconoscimento per ciò che fanno“, ha continuato Bordelon. “Vorrei poter abbracciare ognuno di loro. La mia gratitudine va a tutte le infermiere e i dottori che ci hanno aiutato, e mi hanno dato il conforto di cui avevo bisogno. Non dimenticherò mai questa esperienza“.

“Non avrei mai immaginato che avremmo affrontato qualcosa del genere”

Bordelon: NeoMamma

Bordelon ha paragonato la sua esperienza ad “una trama di un film” e ha detto che non ce l’ avrebbero fatta senza l’amore, il rispetto e la cura di Prevost e degli altri membri dello staff dell’istituto pediatrico.

Lei e suo marito Nicholas furono sorpresi quando scoprirono che lei era infetta. Se ne erano sempre stati in casa e non permettevano visite. Facendosi portare la spesa a domicilio, disinfettando ogni prodotto che veniva dall’esterno.

Eravamo troppo sicuri di noi, non avremmo mai immaginato che avrei avuto a che fare con qualcosa del genere“, ha detto Bordelon. “Per quante precauzioni avessimo prese. Scoprire di essere positiva fu un tale shock

Bordelon risultò ancora positiva, anche dopo essere stata dimessa e fu costretta a rimanere isolata dalla sua famiglia, seppur in casa. Solo il martedì il suo test risultò negativo, il piccolo Remi aveva già compiuto una settimana.

Scoprire che finalmente ero negativa, fu la notizia più bella che potessimo ricevere. Mio marito e io abbiamo pianto di gioia” Finalmente era finita. ”Potevo prendermi cura dei miei bambini, e amare Remi come si meritava“.

Bordelon ha deciso di condividere la sua storia su Facebook, per dimostrare quanti angeli come Prevost, ci stanno accanto. E quanta gente soffre per la gravità di questa infezione, ricordando di non prendere nulla alla leggera, e che nessuna precauzione è mai abbastanza.

Ho pensato che sia importante condividere questa storia con tutti, perché è reale. Non è una bufala, ma un’esperienza che ho vissuto sulla mia pelle, in prima persona“, ha ribadito Bordelon. “Non lo auguro a nessuno. Le persone devono essere cauti, per il proprio bene e della loro famiglia“.

Martina Ferrara

Scritto da Martina Ferrara